Progetto:
Formare per Fare, progetto di formazione professionale ed inserimento lavorativo per immigrati
Territorio:
Roma Municipi IV e VI
Destinatari:
L’area di intervento è rivolta agli ospiti del Centro Enea di Roma, Centro polifunzionale per l'accoglienza e l'integrazione dei rifugiati, richiedenti asilo politico e beneficiari di protezione sussidiaria, in collaborazione con il servizio di back end. La provenienza dei partecipanti al corso è prevalentemente somala, eritrea ed afgana.
Il progetto si divide in due fasi, ciascuna della durata di 12 mesi. La prima fase, dedicata alla formazione didattica in aula, prevede la partecipazione al corso di 24 immigrati, di ambo i sessi. La seconda fase, incentrata su formazione on the job, orientamento e inserimento lavorativo, prevede la partecipazione di 19 immigrati, di ambo i sessi.
Contenuto:
Il progetto Formare per fare, nasce dal desiderio di contribuire a migliorare il processo di integrazione dell’immigrato nel nostro Paese, facilitandone l’inserimento lavorativo ed il raggiungimento della propria autonomia.
In particolar modo, ci si propone di valorizzare le sue potenzialità professionali in modo da favorire un ingresso nel mondo del lavoro adeguato al livello di istruzione ed alle competenze raggiunte durante il suo soggiorno in Italia, nell’ottica costante di considerare il lavoro come principale strumento per combattere l’emarginazione sociale.
L’inserimento lavorativo riguarda 2 aree principali:
- Settore tessile
- Settore della gestione dei rifiuti.
A tali moduli Formativi, la cui didattica è stata realizzata in aula da formatori
esperti dei due settori in questione, sono stati affiancati altri moduli quali:
- Italiano
- Alfabetizzazione Informatica
- Gestione Aziendale.
A conclusione della fase di formazione teorica segue una di formazione on the
job, da realizzarsi presso aziende o laboratori professionalizzanti, con la
frequenza di 2 volte a settimana.
I tirocini professionalizzanti sono un campo di sperimentazione e di valutazione per persone che hanno, in genere, contatti con la sartoria attraverso i corsi, un terreno di prova che rende evidenti le capacità di tenuta sul lavoro, l'impegno e il desiderio di investire in questa attività. Lo status di tirocinante segna poi un passaggio importante per le persone: accanto all'aspetto economico, vi è una maggiore responsabilizzazione rispetto al lavoro e una stimolazione a riflettere sul proprio futuro e a progettare gli interventi complessivi e necessari per l’integrazione nella società in relazione alle problematiche non solo lavorative, ma anche sociali e psicologiche. I corsisti che partecipano al tirocinio formativo presso alcuni laboratori sartoriali come Haberi Vitore (Evhaberi), Zyp, Associazione Insieme Zajedno, Lilla Liv srl, si ritrovano in un ambiente familiare e molto accogliente. L’esperienza personale e professionale, quindi, risulta come un percorso concreto di integrazione ed autonomia, basato sulla condivisione quotidiana del lavoro e sulla collaborazione. Infatti anche i tirocinanti partecipano alla progettazione, allo sviluppo, alla valutazione e alla gestione diretta degli spazi e delle risorse, anche quelle economiche.
Trasferibilità ed ampliamento del progetto
Attraverso un’analisi dei risultati ottenuti, è ipotizzabile la trasferibilità dello stesso in altre realtà già precedentemente individuate. Al termine del progetto la Cooperativa Sociale Bottega Solidale, si augura di poter essere di supporto a quanti abbiano beneficiato della prima parte del progetto; infatti dopo un’attenta verifica dei risultati del progetto e dal confronto con la Pubblica Amministrazione, Bottega Solidale sarà lieta di collaborare alla creazione di una Cooperativa composta dagli stessi immigrati, seguendola nella fase di costituzione e di avvio delle attività, operando come tutor e permettendo ai soci di avere un aiuto alla progressiva indipendenza lavorativa ed economica.